trascina

Quando l’abbandono dei social media non è sempre un male: il caso Lush

Data 14 Giugno 2025
Commenti Nessun commento
Condividi
Quando l’abbandono dei social media non è sempre un male: il caso Lush

Oggi, nell’immaginario collettivo, il fatto che i social media per le aziende possano rappresentare un potente strumento di business è talmente assodato che il social media marketing si pensa sia imprescindibile. Ma siamo sicuri che sia davvero così? 

In un contesto sempre più saturo e in cui parole come “burnout da social media” e “digital detox” diventano vere e proprie tendenze personali e aziendali, alcuni brand scelgono consapevolmente di allontanarsi dai social network.

Una scelta radicale, certo, ma non per forza svantaggiosa. Anzi, in alcuni casi può rivelarsi strategica e coerente. In questo articolo esploriamo:

  • Se è possibile fare marketing senza social media.
  • Il caso emblematico di Lush, il noto brand di cosmetici.
  • Quali alternative ai social si possono adottare.
  • Perché una strategia multicanale e AI-friendly può fare la differenza.
Richiedi una consulenza

Si può fare marketing senza Social Media?

Long story short: Sì, è possibile. E no, non è una follia.

I social network sono solo uno degli strumenti a disposizione del marketing digitale. Sono utili per la visibilità, per la relazione con il pubblico, per testare contenuti in tempo reale. Ma non sono indispensabili, né tantomeno universali.

In alcuni settori, per alcuni pubblici o in certi momenti storici del brand, investire energie altrove può portare risultati migliori, ridurre l’overload comunicativo e rafforzare la relazione con il cliente in modo più autentico.

Per capire meglio tutto questo, parliamo di ciò che ha coraggiosamente fatto il brand Lush nel 2021.

Il caso Lush: fuori dai social per coerenza valoriale

A fine 2021, Lush, marchio globale noto per i suoi cosmetici etici e sostenibili, ha annunciato l’uscita dai social network. Ha abbandonato Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat in tutti i mercati dove opera. Il motivo? Un posizionamento chiaro: rifiutare algoritmi dannosi per la salute mentale, e tornare a una relazione più sana con le persone.

Un gesto che ha fatto discutere, ma coerente con i valori del brand: Lush non ha smesso di comunicare, ha solo spostato altrove il centro della sua strategia, rafforzando il sito, la newsletter, l’esperienza in store, il blog. E oggi continua a essere rilevante anche senza social media.

Alternative ai social media in una strategia di marketing

Vediamo insieme alcune strade concrete per pubblicizzare la propria attività senza social, o comunque riducendo la loro portata all’interno della strategia di marketing e di brand management .

Un sito web solido e aggiornato

Il sito è ancora il centro della tua identità digitale e può rimanere il tuo asset principale nel lungo periodo. Deve essere:

  • Chiaro, navigabile, mobile-friendly;
  • Aggiornato e rilevante nei contenuti;
  • Pensato per convertire (lead, richieste, vendite);
  • Ottimizzato per la SEO.

Newsletter e email marketing

La newsletter è un canale diretto, stabile e personale. Ti permette di:

  • Comunicare con chi ha scelto di seguirti.
  • Fidelizzare i clienti nel tempo.
  • Condividere contenuti esclusivi o offerte.

Strumenti come Mailchimp, Brevo o Klaviyo offrono dati, segmentazione e automazioni efficaci.

Blog e content marketing

Scrivere articoli sul proprio settore, curando la strategia di Content Marketing  e gli aspetti di Copywriting, condividere case study o insight significa posizionarsi come autorevoli, migliorare la visibilità su Google e creare contenuti riutilizzabili anche altrove.

Pubblicità online (non social)

Google Ads e campagne display: esistono tanti canali pubblicitari digitali fuori dal mondo social, spesso più efficaci in termini di conversioni e con una maggiore tracciabilità.

Media, PR e collaborazioni

Un buon piano di relazioni pubbliche, partecipazione a eventi, presenza su testate di settore o collaborazioni con creator (non per forza “influencer da feed”) può amplificare il tuo messaggio in modo più credibile e verticale.

Podcast

I podcast stanno diventando un canale sempre più efficace per costruire vicinanza, autorevolezza e riconoscibilità. Piattaforme come Spotify, Apple Podcasts o Spreaker permettono una distribuzione ampia, anche senza grandi investimenti. Con la voce puoi:

  • Approfondire temi legati alla tua attività;
  • Raccontare casi studio ed esperienze;
  • Intervistare colleghi o clienti;
  • Fidelizzare un pubblico attento e di nicchia.
Richiedi una consulenza

Parole chiave: multicanalità, strategia multichannel e AI

Abbandonare i social non significa tagliarsi fuori da tutto e tutti, ma diversificare. Oggi, i brand più solidi non si affidano a un solo canale: costruiscono strategie multicanale, in cui ogni mezzo ha un ruolo specifico e coerente. E qui entra in gioco anche l’intelligenza artificiale.

L’utilizzo dell’AI nel marketing, i nuovi sistemi di ranking e gli assistenti virtuali (come Bard, ChatGPT, Perplexity, Gemini) danno sempre più valore ai brand presenti in modo consistente e articolato sul web. Siti ben strutturati, contenuti verticali, fonti affidabili e multicanalità aiutano il brand a diventare più visibile anche nei nuovi motori di ricerca conversazionali.

Secondo Marcus Sheridan su IMPACT, “i brand che vinceranno nell’era dello zero-click non sono solo quelli con un sito ben ottimizzato, ma quelli presenti ovunque: nelle conversazioni, nei risultati di ricerca, nelle risposte AI e nei contenuti che le persone considerano affidabili.”

Anche la CEO di HubSpot, Yamini Rangan, ha confermato in un’intervista al “The Australian” che “con i large language models, è importante quante volte il tuo brand appare e quanto è riconosciuto su fonti diverse. È questo che aiuta l’AI a trovarti”.

Concludiamo quindi con una riflessione: fare marketing senza social media è possibile, e in alcuni casi può essere la scelta migliore. L’importante è costruire una presenza digitale solida, coerente e multicanale.

E soprattutto: serve creare contenuti che valgano davvero il tempo di chi li legge o ascolta. Meno contenuti, ma più curati. Interessanti, coinvolgenti, capaci di dare qualcosa in cambio e di mantenere le promesse fatte. Perché il tempo delle tue persone è il bene più prezioso di tutti. Per loro e per il tuo brand.

Morale della storia? Oggi non basta “esserci” sui social: serve esserci nel modo giusto, nei canali giusti, per il tuo pubblico e per il tuo modello di business.

Lascia un commento

Continua a leggere