“Volevo costruire una casa vicino al mare” (e altre tecniche per superare il blocco del foglio bianco)

Quando voglio fare spazio nella mia mente e ampliare l’orizzonte dei pensieri, mi piace progettare un sogno che coltivo da un po’.

Io e mio marito viviamo vagabondi da anni. Vagabondi digitali e vagabondi logistici. Nel senso che abbiamo traslocato spesso da una città a un’altra e da uno stato all’altro. Nonostante possa sembrare una cosa molto cool (o magari no), confesso che, a volte, il non avere un luogo stabile pesa. Tutta questa libertà dai mobili che ti sei scelta, dalle “cose” di casa e dalle abitudini quotidiane può diventare una gabbia.

Ci ho pensato, e mi sono risposta che questa sensazione deriva dall’incertezza. Incertezza significa non avere progetti.

Così mi sono resa conto che il blocco della pagina bianca è un po’ la stessa cosa. Manca il progetto da definire e raccontare. Hai tutta questa libertà davanti, e più la guardi più diventa angosciante.

Negli anni ho elaborato un metodo infallibile di sblocco mentale basato su un progetto che, quasi inspiegabilmente, è rimasto sempre lo stesso per un periodo abbastanza lungo dal farmi capire che è nella mia testa e ha intenzione di restarci.

Quindi eccolo.

Realizzare una casa al mare = ritrovare l’ispirazione

Succede che mio marito è croato. Nei nostri momenti più bui e difficili, con le pesanti nuvole inglesi sulla testa, l’afa estiva di Venezia sulla pelle e l’incertezza di lavori fluidi (anche troppo), ci dava conforto l’idea di progettare una casetta nel villaggio istriano della sua famiglia.

Abbiamo iniziato con dei disegni fatti alla bell’e meglio su pezzi di fogli, in mezzo agli appunti di lavoro. Fra una “strategia di marketing” e un “sponsorizzate social” c’era la pianta della cucina. In mezzo alle liste di epigrammi in greco antico, trovavi la facciata della casa e il giardino delle erbe spontanee.

Siamo anche diventati piuttosto seri a riguardo quando abbiamo scoperto i programmi di rendering 3D for dummies (rigorosamente in versione free). La casa era lì, ci potevi mettere il tavolino del salotto, i quadri, il tavolo. Persino l’albero di Natale.

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Pare assurdo, eppure ora il solo pensiero di quel progetto mi colora la mente. Apre i cassetti del cervello e tira fuori piatti in ceramica gres, idee per creare content strategy di valore, ispirazioni per i piani editoriali dei social, tutorial su come creare giardini verticali e palette colori per le pareti del bagno.

Pensare a un progetto è un esercizio che sblocca e aiuta a realizzare ciò che ancora non riesci a definire.

Avere un sogno è diverso dall’avere un progetto

Sogno o progetto? Dipende da quanto ci credi e da cosa stai facendo per passare dal pensiero alla realtà. A volte il blocco del foglio bianco – anzi, qualsiasi blocco, in realtà – si supera semplicemente iniziando a scrivere. Iniziando a fare.

Progettare ti spinge a misurare. A ragionare sulle cose. Ti costringe a fare i conti sulla fattibilità, ti chiede di definire con precisione obiettivi, budget, tempistiche. Dove vuoi arrivare? Cosa vuoi fare? Come vuoi comunicarlo?

Per scrivere questo articolo di blog avevo solo un obiettivo: superare il mio blocco della scrittura. E ora sono qui, che penso alla mia casa istriana su pianta e sono già a 542 parole.

Penso a come dissodare il terreno per gettare le fondamenta, e al tempo stesso noto con piacere che questo blog – il blog di Graffette – ha appena preso un po’ dell’energia di quel progetto. E una buona idea da condividere con te che leggi. Con te che hai un blocco e hai un assoluto bisogno di superarlo.

Trova la tua casa sul mare e inizia a progettarla. Può essere qualsiasi progetto, ma deve avere la caratteristica unica di crescere nel tempo e non lasciare mai il tuo cassetto delle “cose da fare prima di”.

Progetta e crea spazio per nuove idee. Guarda sullo schermo: la tua pagina è già piena di parole.

Irene
Irene

Ehy, ciao! Sono Irene, copywriter e content editor di Graffette. Nonostante la mia passione per la scrittura creativa, è nei testi persuasivi che do davvero il meglio di me. Vuoi prendere all’amo i tuoi clienti? Contattami, ho la barca pronta e le esche migliori!

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